IPSSAR Angelo Berti
Sabato 19 Maggio 2012

 

Natale, da dove vieni?


Natale, da dove vieni?

di Elena Cracco

Nei primordi della storia, gli uomini erano costretti a sopportare per tutto il periodo invernale gelo, freddo, pioggia e fame. Una luce di speranza si accendeva il 21 dicembre l’inizio dell’agonia dell’Inverno quando si viveva la notte più lunga ed il giorno più breve dell’anno.

Il Solstizio era arrivato!!!!

Dal 22 al 24 dicembre, il Sole sembra fermarsi, nel suo moto apparente, (Solstitium significa “Sole fermo”) per ripigliare fiato. Il 24, il Sole sembra riprendere il suo cammino .... ogni giorno, un po’ più verso l’alto fino al Solstizio di Estate.

In molte parti del mondo, Il 25 dicembre, si celebrava la nascita di un dio...

Già 3.600 anni, fa veniva festeggiata in Persia la nascita di Mitra, figlio del Sole. In Egitto si ricordava la nascita di Osiride dio degli inferi, oltre che della fertilità e dell’agricoltura, di suo figlio Horo, la cui somiglianza con Gesù è notevole: fu annunciata la sua nascita dall'angelo Thot che disse che sarebbe stato concepito da una vergine, Iside, nato il 25 dicembre in una grotta indicata da una stella d'oriente . In Babilonia si festeggiava il dio Tammuz, marito di Ishta, dea della fertilità la cui morte e risurrezione rappresentava la rigenerazione della natura dopo la morte dell’inverno; in Grecia Adone, in Siria Baal Hadad, in Etruria Atunnis, tutte divinità legate alla rinascita e alla vegetazione. Nell’antica Roma venivano celebrati i Saturnali, in onore di Saturno, protettore dell’agricoltura; i festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre.

Nel 274 d.c l’imperatore Aureliano introdusse la festività del 25 dicembre in onore del dio Mitra, celebrato come il sole invincibile “Natalis Solis Invicti”. Dopo Costantino, primo imperatore cristiano, la festa pagana fu pian piano sostituita dal Natale cristiano e gli stessi luoghi di culto, i 'mitrei', si trasformarono lentamente nelle prime chiese cristiane.

Ma questa è storia ....

Io, del Natale ho un ricordo ovattato di calore familiare. Negli anni ’50, dalla fattoria in cui abitavo, sui versanti bui delle colline che circondavano il paese nel fondo valle, si vedevano le luci delle lampade a petrolio tremolare e camminare verso la valle, tutte nella stessa direzione, la chiesa, per assistere alla deposizione di Gesù nella greppia della grotta accanto a Maria e Giuseppe. Le strade non erano illuminate, qualche casa non disponeva nemmeno della corrente elettrica. La Vigilia era “di magro” in segno di penitenza nell’attesa della nascita del Salvatore. La famiglia sembrava allora indissolubile. A Natale tornavano gli emigranti. Poveri regali ma sembravano preziosi; la torta Paradiso, il mandorlato, i mandarini, un lusso del palato; nessuna televisione ma solo il vociare dei bambini che si rincorrevano, i discorsi sommessi degli adulti. Il Natale era una festa religiosa.

Poi arrivò, il boom degli anni ’60: televisione, caroselli, vestiti, ristoranti, vacanze e poi e poi…… e poi molti hanno creduto di essere diventati ricchi, di non avere più regole, di non avere più religione, le famiglie si sfasciarono … “Dio è morto” cantavano i Nomadi.

Natale è diventata sempre di più una festa pagana.

Quest’anno, i mutui sub prime, la crisi finanziaria, la crisi economica, il crollo delle borse, l’inflazione, la deflazione, la disoccupazione.. stanno facendo arrivare Santa Lucia in punta di piedi …. meno mondana, meno chiassosa, meno luminosa, meno lussuosa …

E’ tornata Santa Lussia? Quella Santa Lussia di quando ero bambina?

“ Santa Lussia vien de note co’ le scarpe tute rote, cola veste da romana ….. ripetavamo senza capirne il senso ….

La Santa con le scarpe rotte ci rendeva felici!!!

La sobrietà di queste feste natalizie per molte persone potrebbe essere un’occasione per ritrovare il vero valore del calore familiare, degli affetti, della solidarietà e della serenità.

Fermiamoci a pensare e a gustare i veri sentimenti, ad apprezzare una carezza, a ricordarci che, nella notte fredda del 25 dicembre, per tutti i popoli, in una grotta è nato un Dio, il dio della speranza, del riscatto e della rinascita.

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